“Tira fuori la lingua è un libro volgare e osceno che diffama l’immagine dei nostri compatrioti tibetani. Ma Jian non è in grado di descrivere i grandi passi avanti compiuti dal popolo tibetano nella realizzazione di un Tibet socialista unito e prospero. Il ritratto del Tibet che esce suicida e ignobile non ha nulla a che vedere con la realtà, e altro non è che il prodotto dell’immaginazione dell’autore e del suo desiderio ossessivo di sesso e soldi…. A nessuno dev’essere permesso leggere questo libro. Tutte le copie devono essere confiscate e distrutte immediatamente.”
Annuncio della messa al bando dell’opera “Tira fuori la Lingua” di Ma Jian (I Canguri/Feltrinelli) da parte del governo cinese. Il libro che ha costretto l’autore all’esilio, è un vivido ritratto del Tibet lontano dall’immagine mitica e stereotipata cui è di solito associato. Cinque racconti che mostrano come la povertà e la repressione politica abbiano annientato quella che un tempo era considerata una cultura ricca e brillante.
