Concert for Tibet

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Bergamo, 12 maggio – ore 21.00 Auditorium Collegio Sant’Alessandro

Africa Tremila, Associazione Italia-Tibet e Roadway for Others  organizzano a Bergamo per il 12 maggio prossimo  il “Concert for Tibet”.

Il concerto, patrocinato da Comune, Provincia e Camera di Commercio di Bergamo, è eseguito dalla band riminese dei Rangzen, gruppo ben conosciuto a livello internazionale  tra i beatlesiani e non e con al suo attivo concerti anche a Liverpool, Londra, NYC, India, Svizzera.

L’evento ha lo scopo di raccogliere fondi a favore del progetto medico sanitario “Roadway For Tibet” già iniziato lo scorso anno a Leh, India del nord, e che prevede la costruzione di un “Primary Health Center” già in stato di lavori avanzato, l’assistenza medica primaria agli oltre 8000 rifugiati tibetani che vivono lassù, assieme all’impiego nel territorio di una clinica mobile e l’allestimento di campi diagnostici e terapeutici nelle zone impervie del Chang Tang.

Il concerto è l‘evento finale di un percorso culturale e di sensibilizzazione alla vicenda del Tibet preparato e implementato dai docenti del Collegio Sant’Alessandro e che ha visto i ragazzi partecipare attivamente alle lezioni, proiezioni e dibattiti.

Il concerto sarà preceduto la mattina del sabato e nello stesso auditorium, da un seminario per gli studenti della durata di circa due ore, sulla storia della musica rock, pop, blues, tenuto da Claudio, Francesco e Riccardo Cardelli, membri dei Rangzen. Sarà anche allestita un’esposizione di chitarre vintage che hanno fatto la storia della musica tra cui alcune appartenute a personaggi famosi.

L’inizio del concerto è alle ore 21 ingresso unico 10 euro. Informazioni Associazione Italia-Tibet 0270638382

www.italiatibet.org www.rangzen.it

3° TROFEO ADELFIO SPREAFICO a.m.

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Oggi ho rivestito i panni del cronometrista insieme al decano Festa per quella che è un po più di una gara per i molti amanti della montagna e delle corse lecchesi e non, e che hanno avuto la fortuna di incontrare e conoscere (me compreso ) Adelfio Spreafico a cui è intitolata la gara sempre ben organizzata dai Falchi di Lecco.

Adelfio ha dedicato una vita a far del bene (vedi le sue opere in Africa) e a promuovere le corse in montagna e non del lecchese. Ho corso 1 anno (marcia in montagna) per la gloriosa A.P.E. di Lecco quando lui era membro e ho continuato a incontrarlo su tutti i campi di gara e le montagne del lecchese. I Falchi hanno ben raccolto la sua eredità e con questa gara in continua ascesa (oggi ben 315 atleti classificati !) contribuisco a mantenerne vivi i suoi ideali.

La gara è stata molto impegnativa dal punto di vista del cronometraggio (molto frequenti gli arrivi in successione di decide e decine di atleti) ma la bella giornata di sole (almeno fino al primissimo pomeriggio) e il panorama innevato inusuale per il periodo hanno reso meno dura la cosa, e alla fine sia pur con un po di difficolà ma ben coadiuvati dal team organizzativo e dal famoso “darietto” l’abbiamo “portata a casa” (ossia redatto le classifiche). A conclusione il pranzo in piacevole compagnia dell’organizzazione presso il rifugio Marchett punto di arrivo (la partenza era presso il piazziale della funivia) della manifestazione.

Ecco alcune foto della giornata 

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Addio Mr Commodore 64: è morto Jack Tramiel

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Jack tramiel, ebreo polacco sopravvissuto ad Auschwitz, inventò il celebre computer (oltre al Vic 20 e al 128). E ne vendette a milioni

Quella tastiera squadrata e quello schermo viola, hanno segnato l’infanzia di tantissimi italiani tra i 35 e i 45. Oltre ad aver alfabetizzato all’informatica milioni di persone in tutto il resto del mondo. Già, il Commodore 64, il leggendario e monolitico computer (ma anche il cugino Vic 20 e il concorrente Atari) non esisterebbero se non li avesse inventati Jack Tramiel. Che se ne è andato, domenica sera, all’età di 83 anni.

LA COMMODORE INC. - Figlio di ebrei polacchi, sopravvissuto ad Auschwitz, Tramiel emigrò negli Usa all’inseguimento di un sogno. Come tanti che poi avrebbero sfondato nell’informatica, iniziò anche lui con le macchine da scrivere. Prima facendo manutenzione per l’esercito americano, poi mettendosi in proprio e fondando appunto la Commodore Inc. Leggenda vuole che la chiamasse così perchè innamorato del gergo militaresco. E perché admiral e coronel erano già stati presi da altre società.

INVASE IL PIANETA- Tramiel passò poi alla vendita di calcolatori elettronici e, con l’aiuto di valenti tecnici, lanciò all’inizio degli anni’80 prima il Vic 20, poi il Commodore 64 e infine il 128. Abbassando i prezzi e popolarizzando il computer per tutti, quando i contemporanei Pc e Mac erano fuori portata, la Commodore invase il pianeta. Ma con questa politica aggressiva spinse forse troppo l’acceleratore Tramiel, litigò con i soci e mollò l’azienda per passare alla nemica Atari, nel 1984. Poi il lento declino di questa generazione di computer coincise con il declino personale di Tramiel, mentre il testimone della missione telematica veniva trasmesso definitivamente a Microsoft e Apple. Ma se non ci fosse stato lui, con quella tastiera squadrata e quello schermo viola……… Fonte : Matteo Cruccu (corriere.it)”

Pubblico con un pizzico di amarezza e rimpianto questo articolo scovato sul sito del Corriere della Sera che di colpo mi ha proiettato indietro di 30 anni. Amarezza per la morte di chi mi ha involontariamente indotto al mondo dell’informatica e rimpianto per quegli anni spensierati. Chi ha iniziato come me a smanettare sui primi computer, o meglio home computer, l’ha fatto certamente su un Commodore 64 che surclassava in quei tempi gli Atari o ZSpectrum  (di vaga memoria). I primi game, le prime applicazioni, i primi programmi scritti in basic !! Che bei tempi ! Ne avevo comprati due, io io e uno mio fratello per non litigare :D

Il Commodore è stato poi il trampolino di lancio per le prime “scuole” di programmazione e informatica, e il passo successivo un professionale Olivetti (ma non il mitico M24 troppo costoso per uso privato) quando ormai il Commodore e il suo successore Amiga segnavano il passo nei confronti dei colossi che si affacciavano al mondo “home” e con l’avvento poi di Apple e Microsoft e dei loro innovativi sistemi operativi che ne decretavano la fine.

Ma il Commodore rimane “il” computer che ha certamente segnato parte dei miei studi e il mio futuro anche lavorativo.

Buona Pasqua

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Mama take this badge from me
I can’t use it anymore
It’s getting dark too dark to see
Feels like I’m knockin’ on heaven’s door

Knock-knock-knockin’ on heaven’s door
Knock-knock-knockin’ on heaven’s door
Knock-knock-knockin’ on heaven’s door
Knock-knock-knockin’ on heaven’s door

Mama put my guns in the ground
I can’t shoot them anymore
That cold black cloud is comin’ down
Feels like I’m knockin’ on heaven’s door

Knock-knock-knockin’ on heaven’s door
Knock-knock-knockin’ on heaven’s door
Knock-knock-knockin’ on heaven’s door
Knock-knock-knockin’ on heaven’s door

“YOU JUST BETTER START SNIFFIN’ YOUR OWN RANK SUBJUGATION
JACK ‘CAUSE IT’S JUST YOU AGAINST YOUR TATTERED LIBIDO, THE
BANK AND THE MORTICIAN, FOREVER MAN AND IT WOULDN’T BE
LUCK IF YOU COULD GET OUT OF LIFE ALIVE”

Knock-knock-knockin’ on heaven’s door
Knock-knock-knockin’ on heaven’s door ……………….

 

CicloRun “la fine”

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Finita stasera la mia presenza/partecipazione alla prima fiera del ciclo e del run “the active file” che si è svolta a Erba presso LarioFiera, presso lo stand del Pedale Lecchese.

Buona l’affluenza di visitatori, tutti molto interessati alle novità, e una bella vetrina per la nostra associazione sportiva

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CicloRun 1^ giornata

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Conclusa poco fa la prima giornata di CicloRun, fiera del Ciclo e del Run in svolgimento a LarioFiere ad Erba. Per la verità visti gli espositori sia commerciali che le varie associazioni è il “ciclo” a fare da padrone, a scapito del “run” scarsamente rappresentato.

Buona l’affluenza di pubblico, sopratutto nel pomeriggio con molte iniziative per i più giovani (corse, percorsi bike, gimkane) che hanno affollato gli stand. Ottima l’idea di consentire l’ingresso anche con la bici ( disponibile all’interno anche un parcheggio custodito) con gran gioia sempre dei più piccoli liberi di pedalare tra gli stand !

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